9 pratiche SEO da evitare

Le più comuni pratiche SEO da evitare nella tua strategia per non incorrere in penalizzazioni Google

Durante la fase di progettazione e di ottimizzazione di un sito web, ci sono una serie di pratiche SEO da evitare che potrebbero compromettere l’indicizzazione di un sito web, il suo ranking o, nella peggiore delle ipotesi, penalizzarlo escludendolo dai risultati delle pagine di ricerca.

 

Pratiche SEO da evitare assolutamente

Vediamo nel dettaglio alcuni errori e pratiche SEO da evitare, comportamenti a cui è possibile incorrere volutamente o inconsapevolmente durante la strategia di ottimizzazione per i motori di ricerca:

  1. Cloaking
  2. Link bombing
  3. Shadow domain
  4. Keyword stuffing
  5. Testo nascosto
  6. Contenuti duplicati
  7. Utilizzo di tabelle nidificate
  8. Utilizzo di Iframe
  9. Abuso di redirect automatici

 

Cloaking

Il Cloaking è una tecnica attraverso la quale viene mostrato un contenuto differente in funzione dello user agent che effettua la richiesta. Utilizzando linguaggi di scripting server-side è possibile infatti distinguere se la richiesta è effettuata da un visitatore umano o da uno spider e in funzione di questo restituire un contenuto differente.

Un esempio di applicazione di questa tecnica consiste nel mostrare allo spider del motore di ricerca un contenuto ottimizzato e  all’utente invece che ha effettuato la richiesta un contenuto completamente differente. Tale pratica non è ben vista da Google e la sua scoperta comporta l’immediata cancellazione dal suo indice.

 

Link bombing

Pratica anche detta Link spamdexing o di Link farm, il Link bombing è un tecnica di generazione automatica e non naturale di link sparsi in rete verso un sito web e caratterizzati dal medesimo anchor text. Basata sulla generazione di link spam con il fine ultimo di manipolare artificialmente il posizionamento di un sito web, acquisisce maggiore evidenza quando i link spam generati provengono da siti web fuori argomento, ossia di natura e tematica differente dal sito di destinazione.

 

Shadow domain

Un’altra pratica SEO da evitare è lo Shadow domain, una tecnica black hat fortemente sconsigliata perché soggetta a forti penalizzazioni se scoperta dallo spider del motore di ricerca. Consiste nello sfruttare la rilevanza assegnata da Google a un dominio ombra, shadow per l’appunto, registrato appositamente per attirare il traffico su di esso. Intercettato il traffico grazie a chiavi di ricerca ottimizzate, questo viene reindirizzato su un altro sito web, di minor rilevanza e spesso con gli stessi contenuti del dominio principale. Quest’ultima tecnica è conosciuta anche con il termine mirror domain.

 

Keyword stuffing

Si incorre in Keyword stuffing con l’eccessivo ricorso alle parole chiave all’interno di una pagina web. Pratica molto utilizzata nel passato, prima dell’arrivo dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google chiamato Penguin, ma ormai in disuso.

Un esempio di testo con keyword stuffing è il seguente:

“…vendiamo borse in pelle artigianali. Le nostre borse in pelle artigianali sono fatte a mano. Se stai pensando di acquistare una borsa in pelle artigianale, contatta i nostri specialisti di borse in pelle artigianali all’indirizzo borse-in-pelle-artigianali@sito.com…”

 

Testo nascosto

È possibile incorrere in penalizzazioni per testo nascosto nelle seguenti circostanze:

  • utilizzando Javascript o CSS per nascondere contenuti o porzioni di testo in pagina. Ad esempio usando impropriamente l’attributo CSS visibility:hidden;
  • utilizzando un colore del testo similare a quello dello sfondo, rendendolo nascosto o poco leggibile;
  • impostando la dimensione del font del testo molto piccola da risultare non leggibile;
  • in caso di sovrapposizione di immagini.

 

Contenuti duplicati

L’introduzione dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google denominato Panda, ha scoraggiato l’uso di una pratica molto diffusa fino a qualche tempo fa, in un web neanche troppo lontano: la duplicazione dei contenuti.

Tuttavia cadere in questo errore è tutt’oggi piuttosto semplice. Ecco qualche situazione di contenuto duplicato in cui potresti trovarti e che potrebbe penalizzare il tuo sito web:

  • utilizzando la stessa porzione di testo in più pagine all’interno dello stesso sito;
  • copiando un contenuto da un altro sito, senza apportare ad esso modifiche e citandone solo la fonte;
  • utilizzando le stesse specifiche e schede tecniche rilasciate dai produttori. È una pratica comune adottata da molti e-Commerce, anche importanti, anche se in questo caso non è certa l’applicazione di penalizzazioni da parte del motore di ricerca. Il consiglio è quello di personalizzare questo genere di informazioni, laddove possibile;
  • negli annunci pubblicitari, utilizzando lo stesso testo per tutti i siti in cui si pubblica l’annuncio;
  • utilizzando differenti varianti URL con caratteri maiuscoli e minuscoli. La cosiddetta duplicazione di URL. Un esempio: www.seoalk.it/guida-seo/ e www.seoalk.it/Guida-SEO/. Queste due URL indirizzano allo stesso contenuto anche se per il motore di ricerca potrebbero risultare due contenuti distinti.

 

Potresti a tua insaputa subire una pratica di duplicazione di contenuti. È il caso in cui il contenuto di una tua pagina venga copiato da altri siti. In questo caso non subiresti direttamente una penalizzazione da parte del motore di ricerca. Al massimo il tuo contenuto potrebbe avere problemi di visualizzazione in SERP.

Ad ogni modo ti suggerisco la lettura della guida dettagliata di Google sulle azioni da intraprendere per evitare la creazione di contenuti duplicati.

 

Utilizzo di tabelle nidificate

Proseguiamo con la panoramica delle pratiche SEO da evitare. Tra gli errori SEO più comuni troviamo quello dell’uso eccessivo di tabelle HTML nidificate all’interno di una pagina web. Il loro utilizzo rende complessa e pesante la struttura di una pagina oltre che ostacolare il crawling dello spider nell’individuazione dei contenuti da indicizzare. È consigliata la progettazione di pagine HTML snelle e meno complesse utilizzando la combinazione di elementi html DIV e CSS.

 

Utilizzo di Iframe

L’Iframe consente di incorporare all’interno di una pagina web il contenuto esterno di un’altra pagina. È una tecnica molto comoda in certe circostante, ma allo stesso tempo è considerata una tecnologia ormai obsoleta. Inoltre il suo utilizzo non facilita il crawling dello spider del motore di ricerca poiché considerato contenuto esterno di una pagina a sé. È pertanto consigliato l’utilizzo di strutture HTML semplici ed immediate o di tecnologie più recenti per incorporare elementi in pagina come l’HTML5.

 

Abuso di redirect automatici

L’abuso ed eccessivo utilizzo di redirect automatici può essere elemento di penalizzazione per un motore di ricerca. Consiglio di utilizzare redirect 301 o 302 ma solo se strettamente necessario. Pertanto evitare fortemente l’utilizzo di redirect Javascript o a meta tag refresh.

 

Conclusioni

In questo articolo ho elencato 9 pratiche SEO da evitare, errori SEO che spesso riscontro durante la mia attività di consulenza SEO. Per evitare di incorrere in penalizzazioni da parte di Google consiglio la lettura delle linee guida per webmaster in cui è possibile trovare nel dettaglio le tecniche sconsigliate qui descritte e i requisiti sulla qualità dei contenuti secondo Google.

Ti è mai capitato di incorrere in una penalizzazione Google a causa di una pratica SEO poco corretta e non descritta in questo articolo? Conosci qualche altro errore SEO che consigli di evitare e integrare in questo articolo? Scrivimi lasciando un commento qui sotto.

Condividi su linkedin
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Marco D'Amico

Marco D'Amico

SEO Specialist, Digital Strategist e fondatore di SEOAlk. Da anni si occupa di sviluppo web, ottimizzazione SEO e Digital Coaching.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche