Google Panda Update

Google Panda Update, l’aggiornamento di Google introdotto nel febbraio del 2011 per penalizzare i siti web di scarso valore. Scopri cos’è e come funziona!

Cercherò in questo articolo di descrivere Google Panda, uno dei primi e storici algoritmi di Google che dal 2012 ad oggi penalizza contenuti e i siti web di scarsa qualità rimuovendoli dalle pagine dei risultati di ricerca.


Da Google Caffeine a Google Panda Update

Nel 2009 Google introdusse un nuovo algoritmo denominato Google Caffeine, un nuovo sistema di indicizzazione che ha rappresentato uno dei più importanti cambiamenti infrastrutturali del motore di ricerca di Mountain View.

Grazie a questo nuovo algoritmo, Google aumentò notevolmente la velocità di indicizzazione e di aggiornamento delle pagine web, incrementando conseguentemente anche il numero di nuovi contenuti raggiunti, analizzati ed inseriti nel suo indice.

Nuovi contenuti che a volte si presentavano di buona qualità o spesso, come nella maggior parte dei casi, di pessima qualità.

Molti webmaster approfittarono del nuovo algoritmo per riempire le pagine dei loro siti con contenuti privi di valore, di bassissima qualità e spesso copiati da altre fonti in rete. Il tutto con il solo scopo di ottenere più traffico da Google.

Ed ecco che nel febbraio del 2011 Google lancia il Google Panda Update, un’algoritmo che si pone come obiettivo principale quello di riconoscere le pagine con contenuti di bassa qualità e di eliminarle dai risultati del motore di ricerca.


L’origine del suo nome

Una curiosità alla base del nuovo algoritmo Google: il suo nome Panda. Esso proviene dal cognome di un ingegnere di origine indiana, Navneet Panda per l’appunto, che sviluppò la tecnologia che permise a Google di implementare l’algoritmo Panda Update.

Da qui iniziò poi la tendenza da parte del motore di ricerca di assegnare ad ogni suo algoritmo un nome di animale: Penguin (pinguino), Hummingbird (colibrì) e così via.


Come funziona Google Panda

Nel momento in cui Google rileva una pagina web, la analizza e nel farlo applica tutti i fattori di valutazione previsti dai suoi algoritmi, Google Panda compreso.

Nell’applicare quest’ultimo, il motore di ricerca classifica i contenuti rilevati sulla base di requisiti di qualità specifici e nel caso non rispondano ad essi li elimina dalle sue SERP.

Ma quali sono questi requisiti di qualità? Sostanzialmente alla base del funzionamento di Google Panda Update c’è il tentativo di rispondere alle seguente domanda: “Che cosa caratterizza un contenuto spam?”.

Domanda non difficile per un essere umano ma molto complessa da elaborare per un algoritmo.

L’evoluzione di questo ragionamento ha inizio da tutta una serie di domande poste ad ipotetici webmaster e alle quali bisognerebbe rispondere positivamente per essere sicuri che il loro sito non subisca una penalizzazione Panda:

  • Il contenuto di questa pagina lo consiglieresti ad un amico?
  • Ti fideresti di questo sito web nel dare la tua carta di credito?
  • Il testo contenuto nella pagina contiene numerosi errori di ortografica?

Questo aspetto ci consente di comprendere il modo di ragionare di Google e del suo algoritmo Google Panda Update. Purtroppo non si conoscono gli aspetti tecnici specifici che lo spider di Google va ad individuare all’interno di una pagina per capire se la risposta a queste domande è positiva o negativa.

D’altro canto l’esperienza acquisita dai SEO Specialist nel corso degli ultimi anni ha permesso di desumere a grandi linee quali potrebbero essere gli elementi controllati dal Panda Update:

  • la presenza di errori di ortografia;
  • la presenza di poco testo e la concentrazione poco naturale di parole chiave;
  • la presenza di contenuti duplicati, presi in rete da qualche altro sito internet;
  • la mancanza di informazioni di contattato, di indirizzi o recapiti telefonici da contattare nel caso in cui si riscontrassero per esempio problemi durante una transazione di acquisto nel sito.

L’evoluzione dell’algoritmo Google Panda

Questi aspetti tecnici desunti vengono aggiornati continuamente in funzione dell’evoluzione del web, dei motori di ricerca e dei comportamenti degli utenti durante la ricerca.

Uno dei modi con cui Google evolve l’algoritmo Panda è grazie al contributo dei Quality Raters: persone in carne e ossa che analizzano manualmente query di ricerca e siti internet fornendo un giudizio qualitativo sulla base di linee guida stabilite da Google.

Queste direttive di qualità sono pubbliche, un documento in formato PDF di oltre 200 pagine al cui interno è possibile trovare i criteri con cui Google considera un sito web o un contenuto di qualità. Le Page Quality Rating guidelines.

Sulla base di questo aspetto è possibile affermare che la conoscenza e l’applicazione di queste linee guida assicuri il raggiungimento dei requisiti qualitativi desiderati da Google e conseguentemente escluda la possibilità di incorrere in penalizzazioni di Google Panda.


Conclusione

Il contenuto del tuo sito non è posizionamento bene su Google? Questo vuol dire semplicemente che il motore di ricerca non sta dando un gran valore al suo contenuto. Nient’altro. È da escludere pertanto un’eventuale applicazione di Google Panda poiché l’effetto diretto della sua penalizzazione sarebbe la rimozione immediata sito dai risultati di ricerca.

Nel caso in cui invece dovessi incorrere in una vera e propria penalizzazione Panda, l’azione da intraprendere sarebbe quella di creare nuovi contenuti di qualità maggiore e che rispondano ai requisiti di qualità stabiliti da Google.


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Marco D'Amico

Marco D'Amico

SEO Specialist, Digital Strategist e fondatore di SEOAlk. Da anni si occupa di sviluppo web, ottimizzazione SEO e Digital Coaching.

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