Google Mobilegeddon Update

L’usabilità di un sito per dispositivi mobili: Google Mobilegeddon Update introduce un nuovo fattore di posizionamento sul suo motore di ricerca

Dal 2015 l’usabilità di un sito web su dispositivi mobili è divenuto un fattore di posizionamento su Google.

Scopriamo insieme come funziona Mobilegeddon Update, l’aggiornamento dell’algoritmo di Google dal nome catastrofico che avrebbe dovuto far sparire dalle pagine dei risultati di ricerca centinaia di migliaia di siti internet non mobile friendly.


Mobilegeddon Update: la profezia di Google

Lo preannunciò è così è stato: la navigazione internet su dispositivi mobile avrebbe prima o poi superato quella desktop. Nel novembre del 2016 infatti avvenne il sorpasso: il tempo globale trascorso sul web da telefonini e tablet balzò a quota 53% superando la navigazione desktop!

Un anno prima, nel 2015, Google ritenne opportuno intervenire nel premiare quei siti web che avrebbero curato il loro aspetto responsivo diventando mobile friendly. Così lancia nell’aprile del 2015 il suo nuovo algoritmo Mobilegeddon, termine coniato qualche mese prima da Chuck Price su un post scritto per Search Engine Watch.

Il nuovo aggiornamento di Google, detto anche Mobile Friendly Update, avrebbe dovuto penalizzare tutti quei siti non mobile friendly e scatenare scenari catastrofici nelle SERP di tutto il mondo. Così non è stato, o meglio, non così catastrofico come preannunciato. Da questo momento l’aspetto responsivo è divenuto ufficialmente un altro fattore di posizionamento su Google.


Essere Mobile Friendly

Essere Mobile Friendly significa aver curato l’aspetto responsivo del proprio sito, ovvero la sua adattabilità su dispositivi come smartphone e tablet. È una caratteristica che un sito ha o non ha, non esistono vie di mezzo o livelli di Responsiveness. Ci sono pertanto siti che Google considera adatti al mobile e siti non adatti al mobile.

Come già discusso più volte all’interno di questo sito, Google cura molto la qualità delle sue SERP e l’esperienza utente derivante dalla consultazione dei siti web che propone nelle sue pagine di risultati.

Supponiamo che siate alla ricerca di un’informazione su internet attraverso il vostro smartphone e atterriate su un sito web non responsivo. Qual’è la vostra reazione? Siete soddisfatti di questa esperienza di navigazione? Presumo di no!

Questo aspetto non apprezzato dall’utente è altrettanto non apprezzato da Google che cerca attraverso Mobilegeddon Update di spingere i proprietari di questi siti internet ad ottimizzarli e renderli Mobile Ready.


Il tuo sito è Mobile Friendly?

Un sito web anche se responsivo e consultabile dal telefono potrebbe non essere visto come Mobile Friendly agli occhi di Google. Il motore di ricerca infatti potrebbe individuare errori specifici di layout che impediscono la navigazione e un’ottimale esperienza utente da mobile.

Un esempio molto ricorrente e che mi è capitato spesso di sistemare sui siti dei miei clienti sono i link presenti nel footer. A volte questi link risultano troppo ravvicinati tra loro da provocare il click da parte dell’utente su un link non desiderato.

Questo genere di errore è individuabile grazie alla consultazione di un’apposita sezione di Google Search Console: Usabilità sui dispositivi mobili.

Nell’immagine sottostante è riportato uno screenshot di una sezione di esempio in cui sono stati rilevati degli errori di usabilità mobile e successivamente risolti.

Usabilità sui dispositivi mobili
Usabilità sui dispositivi mobili

Come funziona Mobilegeddon Update

Durante la mia attività di consulenza SEO mi è capitato più volte di raccogliere dai miei clienti la seguente osservazione:

Il mio sito è perfettamente Mobile Friendly, eppure non sono in prima pagina, dove invece sono presenti siti internet che non curano l’aspetto responsivo per dispositivi mobili. Come mai? Com’è possibile che Google Mobilegeddon non elimini questi siti dalle SERP o perlomeno li penalizzi?“.

La risposta a questa domanda è la stessa risposta alla domanda:

Perchè Mobilegeddon non è stato così catastrofico come preannunciato?“.

Con l’aggiornamento Mobilegeddon la caratteristica di responsività è divenuta uno dei tanti fattori di posizionamento valutati da Google nello stabilire se un sito debba andare o meno in prima pagina. Può capitare pertanto che un sito non mobile friendly sia valutato bene sugli altri fattori di ranking e di conseguenza si trovi in prima pagina o comunque davanti ad un sito mobile friendly.

C’è da tenere presente che è ormai obbligatorio avere un sito internet responsivo per ovvie ragione di business e usabilità. Inizialmente Google indicava i siti Mobile Ready con una spunta all’interno delle sue SERP. Oggi il motore di ricerca non ritiene più necessaria questa evidenziazione poiché ormai la grandissimi parte dei siti web risultano responsivi: più dell’85% dei siti indicizzati su Google si adattano a dispositivi mobile.


Conclusione

Considerando la grossa fetta di traffico che oggi passa per il mobile, è fondamentale disporre di un sito internet che risulti ottimizzato per la navigazione su smartphone e tablet.

Mobilegeddon Update, preannunciato come aggiornamento catastrofico, in realtà ha solamente sensibilizzato i proprietari di siti internet e i web designer a curare l’aspetto responsivo. Soprattuto in seguito dell’annuncio del Mobile First Indexing, ossia della priorità da parte di Google di indicizzare i contenuti del sito da navigazione mobile.

Ad oggi il tuo sito web non risulta Mobile Friendly o presenta problemi di usabilità su dispositivi mobili? Male! Il mio consiglio è di provvedere nell’immediato alla sua ottimizzazione per non perdere opportunità di visibilità e posizionamento.


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Marco D'Amico

Marco D'Amico

SEO Specialist, Digital Strategist e fondatore di SEOAlk. Da anni si occupa di sviluppo web, ottimizzazione SEO e Digital Coaching.

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