Algoritmo di Google e i suoi aggiornamenti più famosi

Cos’è l’algoritmo di Google e quali sono i suoi aggiornamenti più importanti che condizionano le SERP di tutto il mondo?

In questo articolo cercherò di spiegarti cos’è l’Algoritmo di Google e per quale motivo è importante conoscerlo e rimanere aggiornato sui suoi aggiornamenti.

Cos’è l’Algoritmo di Google

L’Algoritmo di Google è l’insieme di regole che il motore di ricerca utilizza per determinare il posizionamento di un sito web all’interno della sua pagina dei risultati a fronte di una ricerca o query effettuata da un utente. Queste regole stabiliscono fondamentalmente se una pagina di un sito internet debba vedersi in prima o seconda posizione della SERP, piuttosto che nella seconda pagina dei risultati di Google.

Per stabilire questo posizionamento, l’algoritmo di ricerca Google si basa su più di 200 variabili differenti, dette anche fattori di ranking o fattori di posizionamento. Nel corso del tempo l’algoritmo del motore di ricerca è soggetto a continui aggiornamenti che modificano la rilevanza di ognuno di questi singoli fattori e conseguentemente le SERP e i posizionamenti dei siti.

Questi aggiornamenti sono continui e frequenti. Possono raggiungere anche l’ordine delle centinaia nel corso di un anno. Gli update che interessano l’algoritmo hanno lo scopo di:

  • modificare l’importanza dei fattori di ranking;
  • contrastare, scoraggiando e penalizzando pratiche di Black Hat SEO;
  • evolvere il motore di ricerca in funzione del progresso tecnologico e dei cambiamenti delle ricerche e dei comportamenti degli utenti.

 

La frequenza di aggiornamento dell’algoritmo

Giusto per rendere l’idea sulla frequenza di aggiornamento dell’algoritmo, il motore di ricerca di Mountain View ha dichiarato di averne apportati 3234 nel 2018, una media di quasi 9 update al giorno!

È opportuno ricordare che le regole che governano l’Algoritmo di Google sono segrete! Solo poche decine dei 200 fattori di posizionamento sono riconosciute e confermate dallo stesso team interno di Google. Pertanto tutte le considerazioni fatte intorno ad un aggiornamento dopo il suo lancio sono e restano intuizioni e supposizioni dedotte sulla base di esperimenti effettuati da SEO Specialist e consulenti SEO.

Può capitare a volte di incorrere in informazioni online variabili e contraddittorie tra loro. L’applicazione o l’effetto di alcuni aggiornamenti dell’algoritmo possono infatti variare geograficamente: un update rilasciato da Google può vedere la sua immediata applicazione negli Stati Uniti e nel resto del mondo solo successivamente, a distanza di mesi o addirittura anni.

Tutti questi aspetti rendono la SEO una materia molto incerta per la quale non esistono risposte e regole definitive. Le stesse dichiarazioni o best practices rilasciate da Google spesso risultano ambigue, forvianti e poco attendibili. Questo perché è nell’interesse di Google stessa non svelare e fornire la verità assoluta sull’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Ma perché BIG G non vuole che i consulenti ed esperti SEO conoscano tutti i trucchi per ottimizzare alla perfezione un sito internet? Sembrerebbe che Google non voglia che l’ottimizzazione SEO diventi un modo per modificare e truccare le SERP, magari sfruttando i limiti del suo algoritmo, per far apparire in prima pagina soltanto quei siti che possono permettersi un’ottimizzazione SEO a scapito di altri siti nettamente migliori e con contenuti più pertinenti e di valore.

Alcuni aggiornamenti dell’Algoritmo di Google sono piccoli e poco significativi, con effetti minori sulle SERP. Altri invece, definiti Broad Core Algorithm Update, interessano il Core dell’algoritmo e influenzano in modo significativo i risultati di ricerca. Alcuni di questi sono entrati addirittura nella storia della Search Engine Optimization per via degli effetti devastanti avuti su determinate SERP!

Gli aggiornamenti dell’algoritmo più famosi

Gli aggiornamenti o Google Core Updates più famosi che nel tempo hanno avuto impatti significativi sulle SERP e modificato il modo di fare SEO sono:

 


Google Panda: aggiornamento Algoritmo Google

Google Panda

Nel febbraio del 2011 Google lancia Google Panda Update, un aggiornamento che si pone come obiettivo principale quello di riconoscere le pagine con contenuti di bassa qualità e di eliminarle dai risultati del motore di ricerca.

Una curiosità alla base di questo aggiornamento: il suo nome, Panda. Esso proviene dal cognome di un ingegnere di origine indiana, Navneet Panda per l’appunto, che sviluppò la tecnologia che permise a Google di implementare il Panda Update. Da qui iniziò poi la tendenza da parte del motore di ricerca di assegnare ad ogni suo algoritmo un nome di animale: Penguin (pinguino), Hummingbird (colibrì) e così via.
 

Come funziona Google Panda

Nel momento in cui Google rileva una pagina web, la analizza e nel farlo applica tutti i fattori di valutazione previsti dal suo algoritmo, Panda compreso.

Nell’applicare quest’ultimo, il motore di ricerca classifica i contenuti rilevati sulla base di requisiti di qualità specifici e nel caso non rispondano ad essi li elimina dalle sue SERP.

Ma quali sono questi requisiti di qualità? Sostanzialmente alla base del funzionamento di Google Panda Update c’è il tentativo di rispondere alle seguente domanda: “Che cosa caratterizza un contenuto spam?”. Domanda non difficile per un essere umano ma molto complessa da elaborare per un algoritmo.

L’evoluzione di questo ragionamento ha inizio da tutta una serie di domande poste ad ipotetici webmaster e alle quali bisognerebbe rispondere positivamente per essere sicuri che il loro sito non subisca una penalizzazione Panda:

  • Il contenuto di questa pagina lo consiglieresti ad un amico?
  • Ti fideresti di questo sito web nel dare la tua carta di credito?
  • Il testo contenuto nella pagina contiene numerosi errori di ortografica?

 

Questo aspetto ci consente di comprendere il modo di ragionare dell’algoritmo di Google e del suo aggiornamento Panda. Purtroppo non si conoscono gli aspetti tecnici specifici che lo spider di Google va ad individuare all’interno di una pagina per capire se la risposta a queste domande è positiva o negativa.

D’altro canto l’esperienza acquisita dai SEO Specialist nel corso degli ultimi anni ha permesso di desumere a grandi linee quali potrebbero essere gli elementi controllati dal Panda Update:

  • la presenza di errori di ortografia;
  • la presenza di poco testo e la concentrazione poco naturale di parole chiave;
  • la presenza di contenuti duplicati, presi in rete da qualche altro sito internet;
  • la mancanza di informazioni di contattato, di indirizzi o recapiti telefonici da contattare nel caso in cui si riscontrassero per esempio problemi durante una transazione di acquisto nel sito.

 

L’evoluzione di Google Panda

Questi aspetti tecnici desunti vengono aggiornati continuamente in funzione dell’evoluzione del web, dei motori di ricerca e dei comportamenti degli utenti durante la ricerca.

Uno dei modi con cui Google evolve Panda è grazie al contributo dei Google Quality Rater: persone in carne e ossa che analizzano manualmente query di ricerca e siti internet fornendo un giudizio qualitativo sulla base di linee guida stabilite da Google.

Queste direttive di qualità sono pubbliche, un documento in formato PDF di oltre 200 pagine al cui interno è possibile trovare i criteri con cui Google considera un sito web o un contenuto di qualità. Le Page Quality Rating guidelines.

Sulla base di questo aspetto è possibile affermare che la conoscenza e l’applicazione di queste linee guida assicuri il raggiungimento dei requisiti qualitativi desiderati da Google e conseguentemente escluda la possibilità di incorrere in penalizzazioni di Google Panda.
 


Knowledge Graph

Rilasciato nel 2012, non è un vero e proprio algoritmo ma un nuovo modello di organizzazione delle informazioni da parte di Google basato su relazione e connessioni tra termini.
 


Google Penguin Update: aggiornamento algoritmo Google

Google Penguin

Ufficialmente pubblicato nel 2012, è considerato uno degli aggiornamenti più famosi perché ha rivoluzionato anche il modo di fare ottimizzazione per i motori di ricerca e conseguentemente il lavoro dei consulenti SEO. Fondamentalmente questo core update punisce i siti che effettuano Keyword Stuffing e applicano sistemi di generazione di link non naturali per modificare artificialmente la Link Popularity del sito.

Google Penguin è un’importante sforzo da parte di Google per premiare i siti web di alta qualità e penalizzare il traffico sul suo motore di ricerca di siti internet che avevano ottenuto fin a quel momento un posizionamento in SERP grazie a pratiche manipolative come schemi di link artificiali o un utilizzo eccessivo di parole chiave.

Prima del suo lancio i webmaster agivano in questo modo: diffondevano in rete, per esempio su forum o blog di settore, o a volte anche su siti non settoriali e non necessariamente inerenti all’argomento, tutta una serie di link con puntamento verso il proprio sito o il sito del cliente.

Questi link artificiali venivano creati appositamente per trarne un vantaggio non meritato: i siti web interessati scalavano le posizioni in SERP non sulla base della qualità dei contenuti ma sulla base di questi link creati appositamente per eludere il motore di ricerca.

Google pertanto è dovuto intervenire per combattere e scoraggiare queste pratiche poco etiche che riuscivano a portare in prima pagina siti internet di bassissima qualità anche per parole chiave importanti che muovevano grossi volumi di ricerca.

Con Penguin Google ha rivoluzionato l’interpretazione e l’utilizzo di uno degli strumenti più importanti della SEO: il Link. Grazie a loro è in grado di capire se un sito è autorevole o non autorevole, di alta qualità o bassa qualità, e pertanto se merita o non merita di posizionarsi in prima pagina.

I Link sono intesi come citazioni o collegamenti ipertestuali presenti su altri siti e che indirizzano alle pagine del nostro sito. Secondo il Penguin Update tanto più sono autorevoli questi siti tanto più le nostre pagine riceveranno valore e conseguentemente un incremento del posizionamento sui motori di ricerca.
 

Come funziona Google Penguin

Penguin verifica e penalizza due pratiche principali:

Gli schemi di Link

Uno Schema di Link è una pratica Black Hat SEO attuata per eludere Google e consiste nel generare o acquisire artificialmente un numero di backlink da siti web di bassa qualità o non correlati all’argomento del sito linkato.

Il Keyword Stuffing

Il Keyword Stuffing è anch’essa una pratica SEO non apprezzata da Google e consiste nel popolare il contenuto di una pagina web con un numero eccessivo di parole chiave e ripetizioni di queste nel tentativo di manipolare e forzare la pertinenza di una pagina web per una specifica query.

 

L’evoluzione di Penguin

All’inizio, appena lanciato, l’Penguin veniva azionato di tanto in tanto. Ogni due o tre mesi veniva verificato il profilo dei link in entrata per tutti i siti presenti nel suo indice e il motore di ricerca stabiliva quali penalizzare.

Questa frequenza così elevata comportava un problema non di poco conto: se un sito web, dopo essere stato penalizzato, rimuoveva tutti i link che lo avevano portato alla penalizzazione, doveva aspettare settimane se non addirittura mesi prima che l’algoritmo rivalutasse il suo profilo e gli assegnasse nuovamente la posizione perduta.

Grazie ad un suo aggiornamento di fine settembre 2016, Penguin è divenuto real time. Da allora l’algoritmo è più rapido e consente tempi di rivalutazione brevi a fronte di un’eventuale penalizzazione. La usa applicazione avviene tutte le volte che lo spider effettua la scansione di un sito web e la sua azione è granulare, cioè sul singolo link e non più sull’interno dominio.


Google Hummingbird Update: aggiornamento algoritmo Google

Google Hummingbird

Tra gli aggiornamenti di Google rappresenta il primo tentativo di avvicinamento alla ricerca semantica e al linguaggio naturale dell’uomo. Rilasciato nel 2013, questo update riconosce gli elementi semantici all’interno delle pagine, come domande e conversazioni.
 

Google Pigeon

Entrato in vigore nel 2014, è l’aggiornamento rivolto alle ricerche locali. Grazie alla sua applicazione, la rilevanza dei risultati delle pagine di ricerca è fortemente condizionata dalla variabile territoriale e dal geolocalizzazione dell’utente che effettua la ricerca.
 

Google Payday Loan Update

È l’algoritmo introdotto per la prima volta nel 2013 negli Stati Uniti con l’intento di riconoscere e contrastare spam e tecniche SEO illegali.

Top Heavy

È l’update del core di Google che penalizza le pagine web con troppi banner e pubblicità in rapporto al contenuto informativo.
 

Mobilegeddon

Mobilegeddon Update
Mobilegeddon o Mobile Friendly Update. Introdotto nel 2015 è divenuto fin da subito un fattore di ranking determinante. Premia infatti i siti mobile ready, ossia con un design responsivo e adattabile sui dispositivi mobile come tablet e smartphone.
 

RankBrain

Anch’esso lanciato nel 2015, è il primo tra gli aggiornamenti dell’algoritmo di ricerca di Google a basarsi su tecniche di intelligenza artificiale. La sua funzione principale è quella di interpretare le query e filtrare i risultati di ricerca sfruttando il machine learning.
 

Bert

Il più recente tra gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google ed è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers. Questo Core Update consente al motore di ricerca di comprendere in modo più preciso e sensibile il linguaggio degli esseri umani, quindi frasi più lunghe scritte o pronunciate a voce tramite la ricerca vocale.
 

Conclusioni

Oggi ottimizzare un sito per i motori di ricerca non vuol dire solamente possedere ed applicare determinate competenze tecniche e strategiche. Come dimostrato nell’articolo che hai appena letto, non è sufficiente! È fondamentale al contrario aggiornarsi costantemente per rimanere al posso con il processo evolutivo e tecnologico dei motori di ricerca e dei comportamenti delle ricerche degli utenti.

Pertanto, per evitare spiacevoli incombenze come un calo di traffico improvviso o penalizzazioni, è fondamentale per una strategia di business online basarsi sui cambiamenti delle best practices del motore di ricerca e sulla conoscenza approfondita dell’Algoritmo di Google e suoi aggiornamenti.

Marco D'Amico

Marco D'Amico

SEO Specialist, Digital Strategist e fondatore di SEOAlk. Da anni si occupa di sviluppo web, ottimizzazione SEO e Digital Coaching.

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